Raccolta fondi per la Georgia

13 ottobre 2008 -I soci del Lions Club Badi Val Ceno hanno deciso di promuovere all’interno del movimento lionistico una raccolta fondi per i profughi della Georgia, nell’ambito delle loro attività di servizio.  L’iniziativa, che si è svolta nella prestigiosa cornice della Sala delle Feste di Banca Monte Parma, è stato un appuntamento di grande significato etico e umanitario che ha visto la  piena e fattiva adesione di molti Club della Circoscrizione Parma-La Spezia.

Nessuno di noi riesce a immaginare cosa significhi uscire di casa la mattina, rientrare la sera, e non trovare più niente, e l’unica cosa che ti resta è una chiave. La chiave di quella che è stata per una vita la tua casa, e che ora non c’è più. Hai perso tutto, tutto quel poco che avevi, non è rimasto più niente. Resta solo desolazione, paura, povertà.

È questa l’immagine più cara al Professor Agnetti, giornalista parmigiano, l’unico italiano ad essere riuscito a entrare a Gori, nella Georgia occupata dai Russi. Non sono le fotografie di massacri e genocidi a impressionare, ma le immagini della povera gente, gli occhi di bambini e anziani, in cui si legge tutta la sofferenza di un popolo europeo ancora sottomesso ai militari russi. È un paradosso se pensiamo che la Georgia fa parte dell’Europa, anche se non ancora, forse per molto, dell’Unione Europea. Queste, le prime affermazioni del professor Agnetti alla conferenza tenutasi a Parma. Gli organizzatori della serata, i soci del Lions Club Bardi Val Ceno, si sono impegnati per raccogliere dei fondi fra tutti i Lions Club di Parma e provincia.

Ospite della serata, introdotta dal Cerimoniere del Lions Club Bardi Val Ceno sig. Graziano Martini, era il Presidente di Circoscrizione l’ingegner Vittorio Albertini, rimasto toccato dai racconti sinceri di Padre Wilton, il Presidente di Caritas Georgia, che con grande impegno, il Lions Club Bardi  Val Ceno è riuscito a rintracciare e portare in Italia, per venire a testimoniare la sua esperienza in quel paese di desolazione.

Padre Wilton ha raccontato il suo arrivo nel 1993 in Georgia, un paese a sole quattro ore di volo da qua, ma che è tutto un altro mondo. Un paese dove la carenza di acqua, servizi igienici, luce e gas è la normalità, ma dove è anche normalità trovare cadaveri di bambini malati mangiati dai cani; dove è normalità trovare migliaia di persone ammassate in una sola casa a quaranta gradi, senza servizi igienici, senza niente; dove è normalità passare dieci controlli russi per spostarsi da Tbilisi a Gori; dove è normale che la gente sia in mezzo a una strada e non nelle case; e dove è normale che la Caritas Georgia sia conosciuta come il panificio di tutto lo stato, che da’ lavoro ai ragazzi tolti dalla strada, e si occupa di loro.

Se noi italiani pensiamo alla Georgia ci ricordiamo solo dei momenti dell’occupazione russa, trasmessi da tutta l’informazione mondiale, e poi sembra che sia tutto finito lì. Ma non è così. E per fortuna che c’è chi, in mezzo alla crisi finanziaria che ha stravolto il mondo, si ricorda che ci sono realtà ben peggiori della nostra. Realtà in cui, un sacerdote, con buona volontà e spirito umanitario, raccoglie i ragazzi dalle strade e gli da’ un’occupazione, che significa un futuro per loro, che difficilmente avrebbero potuto avere. E così il panificio di Caritas Georgia rappresenta la speranza, che può esistere anche in un paese di morte e desolazione. “on un solo euro si possono dare due pasti a una persona, e salvargli la vita, per un giorno” dice padre Wilton.